L’orticaria, con una prevalenza superiore al 10%, è la più comune patologia cutanea in età pediatrica dopo l’eczema atopico. Si tratta di una manifestazione benigna, di breve durata (in genere 24 ore) ed a risoluzione spontanea. Clinicamente, il segno che la contraddistingue è il pomfo, una lesione cutanea eritematosa ed edematosa, intensamente pruriginosa. In circa il 40% dei casi l’orticaria può associarsi ad angioedema non improntabile dei tessuti cutanei e sottocutanei. L’angioedema è caldo, doloroso più che pruriginoso e a lenta risoluzione (in genere dopo 72 ore dall’esordio). Se la prima può coinvolgere qualunque distretto cutaneo, l’angioedema interessa prevalentemente il volto, le labbra, la lingua, le vie aeree, le estremità degli arti e i genitali. I pazienti atopici hanno un rischio più elevato di sviluppare orticaria/angioedema (O/A).

In base alla durata dei sintomi, l’O/A può essere distinta in acuta o cronica, se inferiore o superiore alle 6 settimane rispettivamente, o avere un andamento ricorrente a poussèes, se le lesioni cutanee appaiono e regrediscono nell’arco temporale di giorni o settimane.

Orticaria acuta e cronica.

Differenti fattori (triggers) di natura infettiva, alimentare, fisica, chimica, emotiva, ecc … sono in grado di provocare la comparsa di O/A attraverso meccanismi immunologici (IgE- e non IgE-mediati) e non immunologici, con attivazione diretta dei mastociti e squilibrio tra i meccanismi effettori e soppressori dell’immunità a favore dei primi.
Nei bambini in età prescolare, l’orticaria acuta si manifesta prevalentemente in corso di episodi infettivi, soprattutto virali, che interessano le prime vie aeree e il tratto gastrointestinale. In caso di trigger alimentare, il nesso di causalità temporale, ovvero la comparsa di O/A poco dopo l’assunzione dell’alimento (entro le 2 ore) con risoluzione dopo l’astensione dallo stesso, e la riproducibilità e ripetibilità della reazione, ovvero la riferita comparsa dei sintomi in ogni circostanza di assunzione di uno stesso allergene offendente, devono essere rispettati. L’assunzione di farmaci si associa ad insorgenza di orticaria acuta nel 5,4% dei casi. Gli antibiotici beta-lattamici agiscono mediante un meccanismo immunologico, altri farmaci, come i FANS, tramite la degranulazione diretta dei mastociti. Più raramente l’O/A può essere causata da allergeni inalanti (pollini, derivati epiteliali di cane e di gatto, acari della polvere) ed infine le punture di api, vespe, calabroni, zanzare, formiche o i morsi di alcuni insetti ed aracnidi possono dar luogo a quadri clinici che variano da pomfi isolati all’orticaria generalizzata, fino all’anafilassi. Più spesso tuttavia la causa resta incerta (orticaria idiopatica).

Diagnosi.

La diagnosi di O/A è clinica e richiede un’attenta valutazione della storia anamnestica del paziente ed un accurato esame obiettivo. Ulteriori indagini diagnostiche non sono generalmente indicate tranne che in caso di cronicizzazione. La prognosi dell’orticaria cronica non è predeterminabile: da una valutazione statistica risulta che il 50% delle orticarie croniche sono risolte entro 6 mesi, il 70% in 3 anni, il 90% in 5 anni mentre nell’8% persiste a 25 anni dall’esordio.

Trattamento farmacologico.

Il trattamento farmacologico di prima linea è l’antistaminico.

FONTE:

1) Minasi D, Manti S, Chiera F, et al. Diagnosi differenziale dell’orticaria acuta del bambino. Rivista di Immunologia e Allergologia Pediatrica 2020;34(03):19-30.

2) Zuberbier T, Aberer W, Asero R, et al. The EAACI/GA²LEN/EDF/WAO guideline for the definition, classification, diagnosis and management of urticaria. Allergy 2018;73:1393-414. doi:10.1111/all.13397.

Vedi anche Dermatite atopica.

Orticaria su Wikipedia.

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